Viaggi in Dancalia

Affrontare un viaggio nell'afosa ed assolata regione della depressione dancala, uno dei luoghi più inospitali del pianeta, potrebbe a prima vista sembrare una follia; se però si desidera vivere un'avventura a ritroso nel tempo attraverso un paesaggio di straordinario fascino naturalistico e quasi surreale nella sua incontaminata bellezza, vi consigliamo di intraprendere uno dei nostri tour proposti http://www.viaggietiopia.it/cat/55-viaggi_dancalia/.

 

La depressione della Dancalia con i suoi 116 metri sotto il livello del mare è la quarta del pianeta dopo quelle del Mar Morto, del Lago di Tiberiade in Galilea e quella del Lago Assal in Gibuti. Questa regione del Corno d'Africa, divisa fra gli stati di Etiopia, Eritrea e Gibuti pur essendo la zona forse più inospitale del pianeta, caratterizzata com'è da una forte radiazione solare e da una siccità endemica, ne è anche la più interessante dal punto di vista vulcanologico. La depressione dancala detiene il non piacevole primato delle temperature medie più elevate del pianeta con punte che raggiungono i 40 gradi e oltre nella stagione fresca.

 

La Dancalia comprende la parte settentrionale della depressione dell'Afar con una superficie di circa 52.000 km2 di cui circa 10.000 km2 si trovano al di sotto del livello del mare. La fossa dancala ha inizio a sud di Massaua, intorno al 15° parallelo, formando il golfo di Zula e proseguendo verso sud per una trentina di chilometri. Si allarga in progressione andando verso sud fino a raggiungere la larghezza di circa 250 km all'altezza del 12° parallelo. Questa porzione settentrionale del triangolo dell'Afar è una depressione geograficamente ben delimitata su due lati, dalle ripide scarpate di terreni paleozoici e mesozoici dall'altopiano etiopico ad ovest e dalle Alpi Dancale ad est. Dal punto di vista strutturale la Dancalia è considerata da molti scienziati come facente parte del rift del Mar Rosso. La fossa dancala è principalmente riempita di rocce sedimentarie detritiche, di rocce evaporitiche e nella parte superiore è ricoperta da vasti campi di lava originati da grandi massicci vulcanici. L’enorme strato di rocce evaporitiche, conosciuto come la “Piana del Sale”, posto circa a 120 metri al di sotto del livello del mare, ricopre la parte centrale della depressione per circa 600 km2 con spessori stimati da 1000 a 3000 metri: si tratta in prevalenza di depositi di sale con anidride, sali di potassio e di magnesio e prodotti vulcanici.

La grande Piana di Sale fu fino al periodo quaternario, un braccio del Mar Rosso; poi devastanti sconvolgimenti tettonici provocarono l’innalzamento del vulcano Alid, trasformando la morfologia della regione separandola dal mare. La Dancalia è uno dei pochi luoghi al mondo che permette agli studiosi di osservare da vicino le manifestazioni vulcaniche che si registrano in un oceano in formazione: in sintesi è come se studiassimo la nascita di una dorsale oceanica in un fondale marino totalmente asciutto. Questo è il punto in cui le tre placche tettoniche che hanno creato il Mar Rosso, il golfo di Aden e la Dancalia si dividono allontanandosi tra loro. La Dancalia si sta espandendo ad una velocità di circa 1.2 centimetri l’anno. Questo movimento ha provocato nell’arco di milioni di anni la nascita della depressione stessa plausibilmente per cedimento della faglia centrale posta tra le altre due parallele. I depositi salini tipici di questo ambiente, non sono altro che il risultato provocato dal sollevamento delle Alpi Danakil che ha di fatto separato questa regione dal Mar Rosso, e sono la reazione finale dell’evaporazione dell’acqua marina rimasta intrappolata nella pianura.

 

Nel cuore della grande piana Dodom si eleva la catena dell’Erta Ale formata da una serie di cinque vulcani ancora attivi: l’Alu 287m., il Dalaffila 613m., il Bora le Ale 668m., l’Erta Ale 613m., e quello con la maggiore attività tellurica, l’Alebbagu 1031m., che è l’unico dei cinque vulcani spostato rispetto all’asse principale della faglia. Questa frattura, allineata da nord a sud, corrisponde in pratica alla linea di separazione delle due zolle continentali, quella araba e quella africana.

 

L’Erta Ale è il più attivo e famoso vulcano dell’omonima catena e venne raggiunto per la prima volta nel 1968 da una spedizione italo-francese. L’Erta Ale è uno dei quattro vulcani al mondo dove è possibile osservare con facilità la spettacolare formazione ed eruzione di lava che rende allo stato liquido enormi massi galleggianti.

Il vulcano Dallol si eleva nell’accecante distesa salina per circa 48 metri e, come la pianura circostante, è una struttura completamente costituita di sale che si sollevò a seguito dell’esplosione di una camera magmatica profonda. Il Dallol è con la sua temperatura media di oltre 35°C con punte in inverno che raggiungono anche i 42 gradi, il luogo più caldo del pianeta. La sua ultima eruzione risale al 1925; all’interno del cratere dalla forma ovale sono presenti sorgenti geyseriane di colore bianco, giallo, rosso ocra e arancione che emettono esalazioni di Sali di cloruro di potassio, magnesio e sodio. I colori surreali di queste pozze sono determinati dai vari strati minerali che l’acqua calda (tra gli 80 e i 100°C) incontra durante la risalita. Quando invece l’acqua evapora, le pozze assumono il caratteristico colore verde che diventa molto più intenso e brillante con l’aumentare della soluzione salina. Quando l’acqua si raffredda a contatto con l’aria i minerali cristallizzano creando delle particolari forme uniche al mondo che possono assumere forme diverse tra cui le più comuni sono quelle dette a “fungo”, a “fiore”, a “spugna”, a “camino delle fate”. Questi ultimi sono alti anche 25 metri. In pratica ogni roccia è una scultura unica che nasce  e si evolve grazie al continuo lavorio dell’acqua.

Questo straordinario territorio unico al mondo, è ad oggi ancora poco visitato anche a causa della avverse condizioni climatiche, della carenza di strutture, di strade e della poca disponibilità di acqua da bere. Inoltre non dimentichiamo le continue schermaglie lungo i confini con l’Eritrea.

 

La Dancalia è la patria degli Afar, l’unica popolazione che riesce a vivere in questo difficile territorio desertico. Gli Afar sono ad oggi una presenza inquietante e onnipresente, ma fu soprattutto durante il periodo coloniale che si guadagnarono la fama di guerrieri spietati, aggressivi soprattutto nei massacri dei nostri soldati italiani e di alcuni esploratori. Il motivo di questa violenza era la il semplice motivo che la presenza di eserciti di persone indicava meno acqua a disposizione per tutti, un bene primario ed alla base della loro sopravvivenza. I Dahimela, che vivono ai margini della grande depressione, da sempre sfruttano con metodi primitivi l’estrazione del sale. Sono la solo etnia Afar che da sempre esercita questa attività. Questo prodotto di primaria importanza viene esportato sotto forma di “pani” a dorso di asini e dromedari dove mantiene ancora oggi valore di moneta. Vestiti di bianco, con infilato alla cintura il classico pugnale, armati con un bastone o con vecchi fucili, questi incredibili uomini sono capaci di trascorrere gran parte della propria esistenza in condizioni proibitive, al limite della sopravvivenza. Gli Afar rappresentano gli ultimi uomini che ancora oggi vivono l’inferno etiope chiamato Dancalia.

 

Consigli per un viaggio in Dancalia

 

  • La Dancalia presenta caratteristiche diverse, poiché le altitudini variano dai 2400 metri della capitale ai -100 metri slm della depressione dancala. La Dancalia è una regione semidesertica e torrida. Le temperature oscillano tra  i 30° circa nei periodi da ottobre a marzo, fino ai 50° nel periodo estivo. Di notte la temperatura è piuttosto mite attorno ai 20°circa.
  • Si consiglia di consultare prima della partenza  i siti meteo indicando il luogo da visitare http://www.ilmeteo.it//

 

I pernottamenti sono tutti in tenda con strutture organizzate e staff a seguito specializzato. Anche le guide sono locali, normalmente di etnia Afar, esperti del territorio e di supporto alle nostre guide. Si richiede spirito di adattamento e un alto grado di sopportazione alle temperature ed alla fatica per la salite sul vulcano Erta Ale.

 

Cosa non deve mancare nel vostro bagaglio per la Dancalia

 

  • 2 cappelli, la testa va coperta specie nelle ore più calde della giornata, meglio partire direttamente con due cappellini, nel deserto Dancalo non se ne trovano facilmente
  • Bandana sulla testa ma in determinate situazioni può servire sulla bocca per riparare da sabbia, polvere ed esalazioni di zolfo (ATTENZIONE alle esalazioni di zolfo,  non toccare le piscine nel deserto dancalo – presenza di acidi vulcanici)
  • 1 paio di occhiali da sole nel deserto sono indispensabili (lenti scure)
  • 1 paio di scarpe / scarponcini da trekking extra robusti, evitate scarpe da tennis leggere e scarpe in genere da città
  • Calzini in cotone vi serviranno dove non si può entrare con le scarpe (chiese)
  • 1 nastro American tape di Saratoga ultra resistente ottimo per riparare valige e scarpe in caso di necessità
  • Magliette maniche lunghe e corte e pantaloni (per proteggersi dal sole e dagli insetti)  meglio in cotone
  • Vestiti più pesanti per la sera (felpe o smanicati con zip)
  • Giacche a vento con cappuccio in caso di pioggia (per estensioni a nord o sud)
  • Sacchi lenzuolo/federa – sacco a pelo per il camping
  • Medicinali abituali, d’uso corrente tipo pronto soccorso: disinfettanti intestinali ed antidiarroici,  fermenti lattici, aspirine, antidolorifici, cerotti, disinfettante, garze sterili, etc…  e medicinali salvavita per uso personale (da tenere nel bagaglio a mano)
  • Amuchina per detergersi le mani (salviettine o liquida)
  • Prodotti anti-repellenti tropicali per insetti (zanzare, mosche, acari) e crema  antistaminica.
  • Crema protettiva solare ad alta protezione
  • Materiale per l’igiene personale (si consiglia un asciugamano personale)
  • Binocolo (per flora e fauna)
  • Fotocamera / videocamera con relative scorta di rullini o schede
  • Autan – antizanzare- Bio kill (o similare) per acari e pulci
  • Torcia  elettrica per la sera nel deserto e per le chiese più buie
  • Presa multipla se dovete ricaricare le batterie molte stanze d’albergo hanno una sola presa di corrente
  • Portatevi 50 dollari americani in tagli piccoli talvolta negli uffici statali non accettano Euro
  • Guida Etiopia e mappa Etiopia (Dancalia)

 

E’ sempre necessario consultare il vostro medico di fiducia prima di partire.