Ornamenti

gioielli etiopi

 

Già dal XVIII sec.  i primi bianchi di passaggio in Etiopia ammiravano stupefatti gli splendidi gioielli in metallo o in materiali più nobili che venivano forgiati con incredibile maestria dai locali sin dal XVII sec. Nella parte dell’Harar la gioielleria è spesso in argento e molto lavorata: collane, bracciali, pendenti, cavigliere, rivelano la ricchezza di chi li indossa. Le donne musulmane possono così dimostrare il proprio status-symbol ma anche accumulare la propria dote in caso di ripudio da parte del marito. Molto belli e decorati sono i Mergaf, splendidi pendenti a forma quadrata o cilindrica che in tradizione contenevano preghiere o sacre reliquie; le decorazioni sono generalmente finissime e di alta fattura di stile arabo.  Molto in voga nella parte Harar è l’uso dell’ambra alla quale viene attribuita poteri divinatori e oltre a venire usata per la preghiera dagli uomini che indossano queste lunghe e meravigliose collane fatte di un giallo intenso a grossi grani, dalle donne vengono portate al collo strette come protezione dal raffreddore.


Nell’altopiano invece contro il malocchio viene usato il telsum, una collana spesso d’argento composta da molti pezzi spesso a forma triangolare. Inoltre notorie sono le croci che indicavano all’origine la regione di appartenenza di chi le portava. Molto fine e raffinata anche la gioielleria spesso in argento e del tutto unica, in quanto al contrario della parte musulmana che venne influenzata dall’India e dall’Arabia grazie agli scambi ed ai commerci, la cultura copta rimase isolata da sempre, grazie al suo possente acrocoro mantenendo integra la meravigliosa arte antica cristiana.


Oltre a questi due modi di concepire il gioiello in Etiopia ne esiste un terzo con metalli meno nobili ma straordinariamente d’effetto come gli altri. Esiste una gioielleria fatta con l’alluminio, il nichel, il rame, il ferro e quant’altro, diffusa in tutto il paese e che caratterizza la provenienza di chi li indossa.  Ad esempio i popoli della valle dell’Omo usano spesso pezzi di metallo; bracciali, cavigliere e magari addobbano pure i loro vestiti fatti di pelle con essi.   Gli Oromo spesso usano l’alluminio, gli Arsi e gli Afar usano spesso dei bracciali in metallo decorati con decori ritrovabili nelle geometrie decorative dei Somali. Questi, al contrario della gioielleria dell’altopiano, non vengono quasi mai realizzati col metodo della cera persa, ma vengono forgiati e battuti a martello a mano, poi incisi e decorati con le rifiniture richieste e in voga dal proprio gruppo etnico. Questi gioielli provocano molto “appetito” a noi amanti del vero e proprio gioiello etnico spesso purtroppo snobbato dai più. Il gioiello spesso rappresenta ed esterna uno stato sociale o una posizione di importanza all’interno del clan. Molto particolare è il bignere collare di ferro a forma fallica portato al collo che indica lo stato di prima moglie negli hammer; al contrario le ragazze karo portano dei lunghi orecchini di alluminio per dimostrare che sono ancora celibi. Le innumerevoli perline colorate che ricoprono tessuti, corpi nel sud etiopia vennero importate nel 1971 in quantità notevoli e usate come merce di scambio per sopperire alla razzia che si fece del tallero di Maria teresa d’Austria introdotto l’anno precedente che venne fatto sparire in quanto d’argento di altà qualità. Spesso nell’altopiano a tutt’oggi le donne portano al collo questo prezioso fregio, raramente anche fatto a croce….

 

gioielli etiopi


Questi alcuni ( una minima parte ) dei nostri oggetti in collezione o che offriamo ai nostri clienti:

 

 

gioielli etiopi