La Croce

gioielli etiopi

 

La croce in Etiopia è onnipresente come simbolo della cristianità longeva, a partire dal regno di Axum, in sostituzione al simbolo della “luna” venerato all’epoca e visibile nel Tempio di Yeha (vicino ad Axum) del III sec. A.C. Venne istituito obbligatoriamente da un editto imperiale che obbligava i cristiani a portare la croce come riconoscimento in contrasto ai musulmani che presidiavano i dintorni del paese. Esistono croci da portare al collo, piccole croci manuali per i sacerdoti, croci astili da usare nelle processioni, croci per le sommità delle chiese, fino alla croce usata come bastone (dula), tatuata sul corpo, sulle monete, incisa nelle rilegature dei manoscritti  ed all’interno degli stessi, nei dipinti murali e persino le finestre delle chiese scavate a croce nella roccia  visibili in Lalibela. La croce all’inizio era di un unico disegno, la classica croce greca, quindi con tutti quattro i lati uguali, chiusa in un cerchio. Più tardi le croci divennero di diverse forme a seconda della provenienza. Nell’Institute of Ethiopian Studies di Addis Abeba erano visibili 3000 tipi di croci a ciondolo; neppure questa collezione è comprensiva di tutte le varietà esistenti. Nessun altro paese cristiano ha mai sviluppato una moltitudine di stili e varietà di croci al mondo come l’Etiopia che lo considera prima di tutto un oggetto d’arte. I materiali con cui vennero fatte in origine erano legno, ferro ed ottone, mentre dalla metà del XVIII sec. si cominciò ad usare l’argento. Altri materiali usati sono il rame, la pietra, l’oro, e spesso una combinazione di più materiali. Il metodo tutt’ora usato per la creazione di questi capolavori è quello della “cera persa”. Il modello viene creato in cera, ricoperto da un sottile strato di argilla con due canaletti lasciati appositamente aperti. L’argilla scaldata scioglie la cera che cola dalle aperture. Resta così il nucleo vuoto fatto di argilla cotta che diventa il negativo della croce, dove viene fatto colare il metallo fuso che comporrà l’oggetto. Una volta solidificato il metallo in questione attraverso il raffreddamento, viene rotto lo stampo d’argilla che lo ricopre. In questo modo ogni croce diventa un pezzo unico! Spesso la croce viene decorata con incisioni, altre addirittura dipinte. Le croci in Etiopia sono di molteplici forme e stili, un ottimo modo per apprezzarle nello studio potrebbe essere usare il libro Croci d’Etiopia. Il segno della fede: evoluzione e forma. Di Salvo Mario. Ed. Skira , che ne studia forme, tipologie e modi d’uso. Le forme base sono prevalentemente sei: croce Mesopotamica (o a zampa), croce Greca(o croce quadrata), croce Egiziana(o croce ansata), croce Indiana ( a svastica o crux gammata), croce di Tau(croce di Sant’Antonio o crux commissa), croce latina (o crux immissa). La più famosa è sicuramente la croce di Lalibela, fatta a forma allungata con decorazioni a forma di uccello e il simbolo dei 12 apostoli. Le croci in Etiopia hanno come ogni altra cosa in questo mistico paese forte valenza simbolica. A volte ritroviamo un quadrato nella parte finale delle croci manuali e questo simboleggia la tomba di Adamo; in altri casi il manico ha una forma antropomorfa e le braccia sorreggono la croce stessa e rappresenta il ritrovamento della croce di Cristo che secondo la leggenda proviene dall’albero del paradiso. Altre volte la croce è lavorata ad icona, a bassorilievi, incisioni o incisioni fatte col colore. Continuano a susseguirsi studi sulle diversità delle croci etiopiche ma resterà un mistero mistico e suggestivo come la magia di questi oggetti pieni di simbologismi che tutti dal più ricco al più povero possiedono nel paese e mostrano con vanto, fede e fierezza.


Queste alcune immagini della nostra collezione: