Rift Valley

Morfologia

Durante il nostro viaggio in Etiopia, attraverseremo la Rift Valley, una profonda spaccatura della crosta terrestre che si estende per circa 6440 km sulla terraferma, dal Libano al Mozambico, precisamente fino al lago Nyass in Mozambico; ma oltre 9600 km includendo anche la zolla oceanica, quasi come una grande cicatrice.

La parte più significativa di questa zona è compresa nell’area dell’Africa Orientale, come rappresentato dall’immagine a fianco.

Attraversa molti stati: Etiopia, con la sua depressione (Dancalia), il Kenya nel Turkana, il Gibuti, la Tanzania e il Mozambico. I geologi all’inizio datavano la formazione agli ultimi 10.000 anni. John Walter Gregory, arrivato in un posto per raccogliere campioni geologici, scoprì che la rift valley era stata creata a opera di uno sprofondamento di massa. Fu cosi che Gregory coniò attraverso questo nome la Rift Valley, dove rift stava significare uno spazio relativamente limitato (spaccatura), formato da uno sprofondamento tra fratture parallele, da cui il nome (visto l’ampiezza) Great Rift Vallley.

 Secondo le ultime stime geologiche la Great Rift Valley si formò nel corso di 3 periodi storici:

  • Triassico: 200 milioni di anni fa
  • Cretaceo: 80-130 milioni di anni fa
  • Tardo cenozoico: 20 milioni di anni fa

 

Per oltre 2500 km, tra il Mar Rosso e il lago Manyara, un imponente avvallamento squarcia il continente. Questo trae origine dalla Depressione della Dancalia, a forma di Y, e si dirige verso sud a somiglianza di un corridoio incassato nell’ altopiano più elevato, per poi continuare in direzione del lago Turkana.

 In un arco di tempo molto lungo, infatti, le violente forze sotterranee hanno lacerato la crosta terrestre, provocando l’affossamento di enormi blocchi rocciosi tra linee di faglia parallele e la fuoriuscita di roccia allo stato liquido, nel corso di eruzioni vulcaniche.

 La continua attività sismica è dovuta ovviamente anche alla presenza dei 30 vulcani attivi o semi-attivi e delle numerose sorgenti ribollenti di carbonato di Sodio, le quali vanno a rendere salate le acque circostanti.

 

Il pesce

Per la maggior parte degli uccelli, e certamente per i coccodrilli, il pesce è la fonte più importante di nutrimento. I laghi principali che possono definirsi meno alcalini, e perciò adatti alla vita di un certo numero di pesci e di animali di cui uccelli e coccodrilli si cibano, sono il lago Rodolfo nel Kenya e il gruppo di laghi che comprende lo Sciala e l’Abiata, situato nel Rift etiopico nei pressi di Addis Abeba. I pesci e i mangiatori di pesce sono concentrati nei laghi dolci.

I più curiosi mangiatori di pesci sono sicuramente i pellicani. Questi uccelli hanno una stretta relazione con un lago in particolare che è quasi privo di pesci, ma le sue acque sono idonee alla loro vita.

 

Fenicotteri a milioni

La Rift Valley è l’area geografica in cui si concentrano la maggior parte dei gruppi di fenicotteri, addirittura sembrerebbero essere milioni gli esemplari presenti nella valle.

Si calcola che le sei specie esistenti comprendono su scala mondiale circa 5 milioni di individui, dei quali almeno 3 milioni vivono presso i laghi del Rift. Questa enorme concentrazione è data dalle 2 specie presenti: il fenicottero maggiore e quello minore.

Esistono alcune differenze nelle penne e nel becco e hanno caratteri anatomici simili e colori similari, ma rappresentano i due estremi della scala delle misure della famiglia, l’uno alto circa 180 cm e l’altro la metà.

Questo è oltretutto il luogo dove, presso i laghi, le famiglie di fenicotteri nidificano.

Malgrado il loro vagabondaggio, un solo posto nel Rift può essere considerato la loro vera dimora: il lago Nakuru, dove si riuniscono spesso più di 2 milioni di fenicotteri dal piumaggio rosa intenso.

 

Il lago Natron

Il lago Natron è un lago salino situato nella Rift valley africana, precisamente nella Tanzania settentrionale. Il lago che raggiunge appena i tre metri di profondità ha un caratteristico colore rosso scuro con striature biancastre superficiali, dovuti all’ accumulo di sodio. Durante l’evaporazione delle sue acque nella stagione asciutta aumenta il livello di salinità e con essa la quantità di microrganismi (cianobatteri). Tali batteri contengono un pigmento rosso vivo responsabile della colorazione del lago, letale per moltissimi animali.

 

 

GLI ANIMALI DEL LAGO MANYARA

Il Lake Manyara National Park è una delle aree di animali selvatici africani più drammaticamente situate della Tanzania, costituita da un lago poco profondo (che copre i due terzi del parco) ai piedi della scarpata occidentale della Great Rift Valley. Il litorale vario del Lake Manyara National Park comprende una grande varietà di habitat, tra cui lussureggianti foreste sotterranee, un delta paludoso, boschi di acacie e una piccola pianura erbosa.

Questo habitat vario attrae una grande varietà di animali selvatici, tra cui una delle più grandi concentrazioni di elefanti africani, e le alghe che crescono nel lago attirano grandi stormi di fenicotteri.

Dopo l'ingresso nel Lake Manyara National Park, il visitatore è circondato dalla "foresta delle falde acquifere". Questa singolare area forestale assomiglia a una foresta pluviale tropicale, ma la vegetazione è principalmente sostenuta da una fornitura idrica sotterranea invece di abbondanti piogge come nel caso delle foreste pluviali. Questa foresta unica offre un habitat naturale ideale per la scimmia blu africana, il bush e il waterbuck, l'aardvark notturno così come i cercopitechi, la preda preferita del leopardo. La foresta, che produce un numero abbondante di frutti selvatici e fichi, è una grande attrazione per il maestoso elefante africano e per i pochi rinoceronti neri rimasti nel parco.

La piscina di ippopotami situata nel fiume Simba non attrae solo questi 3000 kg di animali, ma molti dei parchi quasi

400 specie di uccelli, tra cui l'aquila pescatrice predatore, che vive all'interno e intorno alla piscina di ippopotamo.

Più a sud, tra i fiumi Msasa e Bagayo, la foresta delle falde acquifere si trasforma in un bosco di acacie dalla cima piatta - la casa dei famigerati leoni rampicanti del lago Manyara. In questa zona sono comuni anche i caricatori di erba e i browser come impala, zebra, giraffe ed elefanti. Più a sud, oltre il fiume Bagayo, una zona più importante per i suoi maestosi alberi di baobab, la Maji Moto Ngogo getta una sorgente d'acqua fresca ma calda (40 ° C). Vicino alla fine del parco si vede una seconda serie di sorgenti di acqua calda, Maji Moto che gorgoglia intorno (60 ° C): un buon posto per far bollire le uova a pranzo!

 

I predatori più visibili del lago Manyara e anche la sua principale attrazione turistica sono i leoni, famosi per la loro abitudine di arrampicarsi sugli alberi. Perché i leoni del Lake Manyara National Park e non quelli dei vicini Serengeti e Ngorongoro trascorrono così tanto tempo sugli alberi rimane un mistero. I boschi di acacia (alberi ombrosi) a sud del fiume Msasa, tuttavia, rappresentano il luogo ideale in cui i leoni possono ritirarsi, nella calura della giornata.