Le città dell' Etiopia

Axum:   la città di Axum fu la capitale dell’antico e fantastico regno della Regina di Saba.

Nel Kebre Nagast (Libro dei Re) si dice che Axum fu la capitale già dal X sec. A.C. con la Regina di Saba. Altre fonti dicono che divenne capitale nei primi secoli A.C. e il massimo splendore avvenne nel III sec. dopo Cristo. Quel che si sa di sicuro che fu un grande regno che non sfigurava con quello romano dell’epoca. Famoso è il parco delle steli.

AxumI monoliti voluti dal re Ezana è composto da 7 steli, anche i suoi successori in seguito furono seguaci e fautori di queste incredibili testimonianze lasciateci. Il più grande monolito costruito dall’uomo (33 metri per 500 tonnellate) ora giace per terra, vittima della sua stessa magnificenza e imponenza. Sembra fosse stato voluto dal Re Ramahi. La particolarità di queste steli è che alcune di esse sono completamente lavorate, altre molto meno e altre ancora completamente lisce. La seconda di 23 metri d’altezza, vede l’Italia coinvolta, perché trafugata dalle truppe italiane durante la 2° guerra mondiale e ora restituita, svetta come impegno di pace e collaborazione fra i due paesi.Altra particolarità appena fuori l’attuale Axum, l’antica città che ora è il villaggio di Yeha. Città pre-axumita dove ancora troviamo un antico tempio pagano  dedicato alla Luna del V sec. A.C.

Impossibile non nominare la chiesa di Santa Maria di Sion che si dice contenga l’Arca dell’Alleanza, vegliata da un monaco fino alla morte. Nessuno vi ha accesso. L’urna dovrebbe contenere le due tavole di pietra consegnate da Dio a Mosè sul Monte Sinai. Inoltre la “tomba di Kaled” e il bagno della Regina di Saba.

 

 

 

Lalibela: viene chiamata e non a torto “ottava meraviglia del mondo”.

Città fondata nel XII sec. conserva al suo interno  meraviglie che ne fanno una delle situazi

Lalibelaoni più affascinanti dell’intero pianeta. Lo si può capire subito visitando le incredibili chiese monolitiche dalla grandiosità e splendore unica nel loro genere. Lalibela, l’antica Roha, venne fondata dalla dinastia Zagwe in particolare dall’ultimogenito da cui prende il nome.


La città si trova a 2600 metri di altitudine con a fianco il grande Abuna Josef, un’amba di 4000 metri d’altezza. La città preserva ancora le tradizionali case fatte a tucul di due piani in pietra.
Nella incredibile area delle chiese molto spesso troveremo pellegrini che arrivano in maniera ininterrotta per tutto l’anno ed in particolare con il coincidere delle feste copte. Le chiese sono undici, tutte scavate nel tufo e collegate l’una all’altra da corridoi e cunicoli anch’essi scavati.

Le chiese sono divise in due comprensori, tagliate dal fiume chiamato Giordano dagli etiopi. Le prime sei a nord: Bet Golgotha, Bet Mika’el (conosciuta anche come Debre Sina), Bet Maryam, Bet Meskel, Bet Danaghel e Bet Medhame; sono scavate nel terreno. Le altre cinque a sud: Bet Emanuel, Bet Mercurios, Bet Abba Libanos, Bet Lehem, Bet Gabriel e Rafael; sono invece ricavate nel corpo della montagna. La dodicesima, isolata dalle altre undici, è Bet Giorgis; questa, dedicata al patrono dell’Etiopia, è la più famosa perché unica ad avere la pianta a forma di croce. Questa sprofonda per oltre 1 metri nel cuore della montagna e da lontano nascosta alla vista: solo salendo per un tratto un breve pendio è possibile scoprirne la straordinaria forma slanciata.
Tutte queste chiese oltre a decorazioni esterne e finestre scolpite a forma di croci fra le più svariate, contengono al loro interno nicchie, altari, affreschi, che donano al tutto un’ipnotica estasi.

 

 

Gondar la Camelot in Africa: antica capitale etiope situata in una conca protetta a nord da una catena di montagne di oltre 3000 metri, in parte ricoperte da boschi di eucalipti. Gondar è una delle città più interessanti d’Etiopia grazie alla posizione geografica, al clima mite tutto l’anno, all’antica tradizione culturale e al centro 

Gondar

urbano ricco di pregevoli monumenti. Gondar è unica nel continente africano con un centro storico edificato in perfetto stile medioevale portoghese. Divenne capitale con Re Fasiladas nel 1635 che iniziò la costruzione di castelli, palazzi e chiese quest’ultime richiamanti la tradizione etiopica. All’interno del recinto imperiale si trova un notevole complesso di palazzi. Tra queste mura, che comprendono il castello di Fasiladas e di Iyasu, è fissato il patrimonio storico dei secoli passati. All’interno dei castelli sarà facile pensare alla vita di corte di re e cortigiani, fatta da banchetti, spettacoli e intrighi di corte.

Imperdibile è anche la meravigliosa chiesa di Debra Berhan Selassie, il cui nome significa monte della luce della trinità. Questa chiesa oltre ad avere meravigliosi affreschi alle pareti rappresentanti la vita dei santi, di Cristo e della Madonna, presenta  una particolarità che la rende unica, il soffitto in legno è affrescato da varie file di volti di giovani cherubini dai grandi occhi neri. Un interessante aneddoto è rappresentato dalla direzione dello sguardo dei cherubini rivolti agli ingressi e alle uscite della chiesa.

 

 

Addis Abeba “il nuovo fiore”: sorse  per volontà e scelta della Regina Taytu moglie dell’Imperatore Menelik nel 1887 dopo molti tentativi in altri siti limitrofi. La città si trova ad un’altitudine di 2500 metri. Qui vennero edificati il Palazzo Imperiale e la Chiesa di Santa Maria in Zion alla quale venne dato lo stesso nome della chiesa di Axum nell’intenzione di creare una sontuosa capitale quanto quella axumita. Durante il regno di Menelik, la città ospitò molte nuove istituzioni, come il primo ospedale la prima scuola moderni del paese, la prima banca, la tipografia, il primo albergo moderno e la prima area dedicata allo sport. In seguito l’Imperatrice Zawditu e Haile Selassie costruirono molti nuovi edifici. Lo stesso fecero durante l’occupazione i fascisti italiani che oltre ad edifici costruirono molte strade.

Addis Abeba considerata da tutti come Capitale d’Africa ha al suo interno la Commissione Economica delle Nazioni Unite per l’Africa (ECA) e l’Organizzazione per l’Unità Africana (OUA).
Addis Abeba MercatoAltre cose particolari presente in Addis sono con nomi che non lasciano alcun dubbio nella derivazione, sono Piazza e Mercato.

 

Piazza è un quartiere di chiara impronta colonica, zona con molti orefici ma anche pasticcerie, caffè, sartorie, negozi di elettronica e rivendite di ogni tipo.
Mercato è il “mercato” appunto più grande d’Africa dedicato ad ogni tipo di cosa, e diviso in settori ognuno dei quali dedicato a diversi prodotti.Vera chicca è il Museo Nazionale con all’interno molti reperti risalenti a partire dall’età axumita e poi una parte tutta dedicata alla nascita dell’uomo che sfocia nella famosa Lucy, il primo ominide databile ad almeno 3,2 milioni di anni fa’. Venne chiamata così perché i ritrovatori nel novembre del ’73 festeggiarono la notte al suono della celebre canzone dei Beatles.

Addis Abeba ora è una città che sempre volge più alla modernità. Cosa molto piacevole è la vita notturna. Gli etiopi amano molto godersi al vita, al pari nostro, quindi i locali notturni abbondano e quasi sempre pullulano di gente. Cosa che potrebbe lasciarvi stupidi. Da ristoranti turistici, ad alcuni tradizionali, talvolta con musiche e danze dal vivo a discoteche a locali di tutti i tipi, in certi giorni della settimana si formano delle movide, che  chi ama questo tipo di vita, troverà molto piacevoli.