Il territorio etiopico

 

 

Il territorio dell’Etiopia è unico come unica l’Etiopia stessa. Ci sono un insieme di ambienti geologici, naturalistici e storici e di microclimi innumerevoli. La natura in questa zona del mondo è incredibilmente straripante. Ha una superficie di Km quadrati 1.128.221, come la totalità della Francia e della Spagna  insieme, con un altopiano  diviso nel mezzo dalla famosa Rift Valley che a nord scende nella Depressione della Dancalia e a sud forma molti laghi.


Molti studiosi affermano che questa parte, sia grazie ad erosioni, profonde incisioni, valli, laghi, e rocce vulcaniche una sorta di museo naturale. Il fiume più famoso dell’altopiano etiope è il celeberrimo Nilo Azzurro. E’ un fiume che per bellezza e maestosità non teme confronti con nessun altro. Anche se più piccolo del Nilo Bianco, in certi passaggi l’altezza delle pareti alla sommità dista dalla base circa 1,5 kilometri. Nasce dal Lago Tana, il più esteso lago etiopico, famoso per le chiese nascoste nelle sue isole, o meglio dall’emissario del lago stesso “il piccolo Nilo, scoperto dal mitico James Bruce. Grandi canyon, penetrati dai fiumi nel periodo delle piogge, sono racchiusi dalle ambe, tipici monti etiopici fatti da pendii che pur con altezze medie tra i 2000 e i 2500 metri sono prive di cime irte, ma hanno delle sommità spianate.


In viaggio in queste zone si osserva il mondo farsi piccolo, per poi ridiscendere repentinamente tra canyon e vallate lasciandoci senza fiato. Gli scenari sono unici e irripetibili.


Parlando della Great Rift Valley, prova tangibile della deriva dei continenti, viene dimostrato come il clima possa cambiare abitudini e modi di vita. Dal fresco e spesso verdissimo altipiano ed ai suoi perfetti campi coltivati, si passa ben presto al caldo arido ed a popolazioni nomadi di pastori. All’interno della Great Rift Valley esistono molti crateri come l’antico vulcano Bishoftu o i più giovani Zouqala, Dofane, Dabita, Gauba e Fantale che si trovano in fosse lacustri e inoltre i vulcani Ayèlu e Abida attivi fino a circa cent’anni fa’. Il più interessante è comunque l’Erta Ale,in zona dancala, vulcano atipico in quanto all’interno vi si trova un lago di lava in fusione, uno dei tre esistenti al mondo.


Il paese a grandi linee e comunque con molte differenze al proprio interno si può dividere in tre regioni, l’altopiano mite e spesso verdeggiante, il sud dell’Omo River caldo e arido e la Dancalia paesaggio con le temperature medie più alte del mondo ma con un aspetto quasi lunare con colori che rendono il deserto di sale quasi irreale. La Dancalia è un ambiente unico al mondo, formato da gas, vapore acqueo e sali minerali gialli che assumono con l’evaporazione anche il colore verde. Una specie di paradiso per gli occhi e un inferno spesso dovuto al calore, quasi irreale.


A sud troviamo invece il deserto con etnie che vivono ancora con ritmi scanditi dalla natura e col cambio delle stagioni, gente che appartiene ad altre ere rispetto alla nostre. Popoli per cui il tempo non è mai passato. Tutto questo è dovuto alla presenza del mitico Omo River. Questa parte arida di terra che mai ha potuto offrire molto a queste popolazioni per lo più nomadi e che spesso hanno chiesto aiuto a questo fiume per dissetare i propri greggi o per ricorrere alla pesca per la sopravvivenza.


Infine l’acrocoro, di cui abbiamo già accennato all’inizio, che grazie all’impervietà delle cime ha saputo mantenere incontaminata la cultura millenaria della Cristianità in Etiopia, e spesso grazie alla bontà del clima ed alla generosità della terra hanno permesso molti fra gli insediamenti di tipo stabile del paese, partendo dalla antichissima Axum all’attuale capitale Addis Abeba.


Menzione particolare va fatta ai monti Simien straordinari incroci di profonde gole e precipizi, lunghi pinnacoli di roccia frastagliata di paesaggi e panorami unici. L’Etiopia al contrario del comune sentire è una terra di grandi laghi e fiumi, e spesso quindi verde rigogliosa e con una natura meravigliosa.