Diario di viaggio dei nostri viaggiatori

Viaggio Immensa Short Etiopia dal 10 al 26 novembre 2014

 

Buongiorno,

faccio una premessa: il viaggio è stato interessante e affascinante, sia grazie alla guida Ugo P., persona estremamente attenta e disponibile, sia grazie ai compagni di viaggio. Mai mi era capitato un gruppo così eccezionale!

Ora, sperando di non annoiarla, ma di essere in qualche modo utile, le racconto il viaggio con le mie impressioni. Non l’ho mai fatto prima,quindi può anche non considerare questo scritto. Penso che però possa essere uno spunto per rivedere insieme ad Ugo l’itinerario per renderlo sempre più agevole e emozionante.

 

  • 1 e 2 giorno: A parte il ritardo segnalatoci del volo, siamo stati ben 2 ore sulla pista in attesa di decollare, con conseguente  arrivo alle ore 9 locali. Visti, ritiro bagagli, cambio in bir ( se la guida è Ugo conviene segnalare ai futuri partenti che provvede sempre lui ai cambi ), caffè,  ritiro panini e acqua siamo riusciti a partire verso le 13. Il percorso è notevole e la parte sterrata, che implica una media di 30/40 all’ora, parecchio lunga. Non abbiamo visitato il monastero di Debre Libanos (forse non bello ma sicuramente interessante storicamente) e le gole le abbiamo viste passando col pulmino ( solo 10 minuti di sosta al ponte italiano) . Intanto calava il sole e viaggiare al buio su quelle strade è stato per l’autista,ormai molto stanco una follia. E’ solo grazie allo psichiatra Paolo, che lo ha tenuto vigile, se siamo arrivati sani e salvi verso le 23 a Bahar Dir. Hotel di buon livello anche per il cibo. ( Forse è meglio prevedere all’arrivo una notte ad Addis Abeba con visita nella tarda mattinata e nel  pomeriggio di quanto programmato l’ultimo giorno. La chiesa di Debre Mariam si vede solo esternamente e il tempo a disposizione è più che sufficiente per tutto il resto.)
  • 3 giorno: Al mattino gita sul Lago Tana con visita ai monasteri della penisola di Zige , Betir Mariam e Azwa Mariam,e non quelli dell’isola di Dek. Monasteri comunque molto belli per le decorazioni interne. Durante la navigazione pellicani,aquile di mare e barche di papiro. Ristorante Lake Shoa con bella vista sul lago e buon pesce. Pomeriggio,percorrendo una strada non asfaltata,cascate del Nilo Azzurro. Camminata in salita. Nonostante la diga le cascate sono ancora uno splendido spettacolo.
  • 4 giorno: Partiamo alle 8 per  Gondar. Tre ore di viaggio,una sola sosta, tra coltivazioni e splendidi paesaggi. Andiamo subito all’hotel più che dignitoso e pulito. La nostra camera non è grande ma ha un terrazzo  esagerato. Mangiamo e poi visita,prima alla piscina reale di Fasiladas e quindi ai Castelli reali. Ultima,ma decisamente spettacolare la Chiesa di Debre Beran Selassie. Alle 16.30 siamo già di ritorno. Dopo cena,extra, andiamo in tuck tuck  ad uno spettacolo di balli tipici. Un’ insperata e autentica serata insieme ai locali bevendo birra e ballando con loro.
  • 5 giorno: Ancora in viaggio, secondo me sempre abbastanza tardi, ma è pur  vero che amando fare foto preferirei partire prima e avere più soste invece di sparare scatti dal finestrino. Il paesaggio è veramente rilassante e piacevole, ma ecco che, sul più bello, zac!!!! La frizione del pulmino va k.o. E così per più di 2 ore ci troviamo circondati da bambini spuntati dal nulla insieme alle loro mandrie. La strada è praticamente deserta, qualcuno si ferma, parla con l’autista e Ugo e prosegue ………. intanto autista e Ugo lavorano come matti cercando di mettere una toppa per farci ripartire. Aspettiamo, facciamo foto e amicizia, condividiamo panini,patate bollite, uova sode e acqua coi bambini poi l’avventura continua ma alla ricerca di un meccanico che troviamo a Debre Tabor. Tra un buon caffè e una passeggiata nella cittadina passano altre 2 ore, ma nessuno si arrabbia o brontola. In fondo è un’esperienza inattesa. Certo che quando ripartiamo,  in un paesaggio che continua a variare fra gole splendide, il buio scende e la strada fino a Lalibela diventa,non solo sterrata, ma pesante e difficile soprattutto per l’autista. Ma arriviamo. L’hotel è o.k., le camere sono spaziose e pulite (qualche piccolo inconveniente, ma solo nella nostra) il cibo al ristorante non è molto vario ma è più che accettabile. Di notte si mette a diluviare e continua così fino a mattino inoltrato.
  • 6 giorno: Chi l’avrebbe detto : alle 9 splende il sole! Visitiamo il museo e le prime sei chiese (ma l’Unesco doveva per forza rovinare l’ambiente con quell’orribile copertura?) Interessanti e particolari, personalmente rimarrei delle ore perdendomi fra cunicoli,dipinti e benedizioni infinite osservando le persone che pregano e le particolari architetture. Dalle chiese passiamo al mercato. E’ sabato,pieno all’inverosimile di gente: è divertente passare in mezzo a loro, osservare  le contrattazioni e la loro vita, anche se  fa molto caldo e si suda parecchio. E’ l’ora della pappa e, al ristorante Seven Olives, oltre a cibo locale ben cucinato e servito, ci concediamo una lunga pausa caffè. Nel pomeriggio visitiamo le altre cinque chiese e, giusto a fine visita, inizia a piovere,anzi a grandinare impedendoci lo shopping  locale. Peccato! (Lalibela meriterebbe anche una mezza giornata in più)
  • 7 giorno: Colazione e tragitto per l’aeroporto. Arriviamo ad Addis Abeba e, in attesa di recuperare la valigia di Paola, scambiata all’arrivo, andiamo a mangiare. Nel pomeriggio viaggio per Langano  coi nostri simpatici e bravi autisti Mule, Yeola e Baye. Niente soste, purtroppo, tranne ,credo fosse il lago Zway, per pellicani, marabù, martin pescatori, cormorani ……. In quantità industriale. Davvero spettacolari. Arriviamo al tramonto al Lago di Langano. Il lodge ha camere spaziose ed essenziali vista lago e ben tre (Gianni,Carmelo e Paolo fanno pure il bagno). Il ristorante è vicino al lago quindi bisogna scendere per cenare, per colazione ecc., ma volendo c’è un montacarichi che ti porta su e giù. Cena ottima.
  • 8 giorno: Si inizia con una deliziosa colazione con pane e miele,poi una bella passeggiata da soli attorno al lago. Miriadi di uccelli di varie specie. Si parte in tarda mattinata per il parco di Abyata & Shala . . riprendiamo la via alla volta di Awassa. Non ci fermiamo a Rastafari (Ugo dice che non ne vale la pena) ma mangiamo nelle vicinanze in un buon ristorante. Ad Awassa l’hotel è più che buono e Ugo ci prepara una sorpresa per il tramonto. Infatti, partendo dall’imbarcadero di  un hotel molto”in” corriamo sul lago in cerca di ippopotami, che ci regalano un’uscjta dall’acqua spettacolare. Anche l’aperitivo al tramonto in riva al lago non era niente male! ( Io adoro gli animali, non mi aspettavo di vederne così tanti in un viaggio in Etiopia,ma posso condividere il  pensiero di una parte del gruppo che ritiene che  questa tappa si possa saltare andando direttamente da Langano ad Awassa)
  • 9 giorno: Partendo sempre alle 9 ad Awassa visitiamo il mercato del pesce e il vicino parco,casa delle morbidissime scimmie Colubus, poi inizia il pesante trasferimento su strade alquanto dissestate verso Arba Minch. Lungo il  percorso andiamo  a visitare una tipica casa etiope dipinta esternamente ed internamente, particolare ed interessante; ci fermiamo a mangiare in un discreto ristorante e poi a fotografare una cascata. Arriviamo in serata ad Arba Minch. I bungalow sono spaziosi ,l’ambiente  rilassante e molto bella la vista sui laghi  Abaya (rosso) e Chamo. Non abbiamo però le camere vista lago che ci verranno assegnate la sera successiva.(Le prime camere andavano comunque bene, sicuramente meglio perché ristrutturate quelle vista lago)  Un appunto,Lucy è stata ritrovata in Dancalia.
  • 10 giorno: Alle 9 partiamo per la nostra gita in barca al lago Chamo dove ci divertiamo a fotografare coccodrilli ed aquile di mare, nonché pazzi pescatori su fragili barche se non addirittura in piedi in questa insidiosa e non trasparente acqua. Nel pomeriggio, con molta calma, visitiamo i Dorze. A parte la preparazione e l’assaggio della deliziosa ricotta di falso banano e del miele, le piante di falso banano dagli splendidi colori, non giri per il villaggio ma vedi una casa e giusto giusto un telaio che sono lì per te,turista. Più genuine le persone che incontri lungo la strada e i bambini che con le loro buffe danze fanno di tutto per farsi notare. Giornata di tutto relax.
  • 11 giorno: Si parte sempre alle 9 e si va diretti al mercato di Keyafer ( Konso rinviati ) che vediamo sia al mattino, sia dopo il pic-nic . Ci sono Benna, Tsemai, Ari oltre agli Hamer. Poi lungo viaggio senza soste fino a Turmi dove giungiamo per vedere il tramonto dalla collina vicina al Lodge,ma purtroppo le nuvole rovinano tutto. Le camere sono ampie ed essenziali. Il ristorante è ok. Ci sono pure i dik-dik.
  • 12 giorno: Non facciamo nulla del programma previsto, ma partiamo alla volta di un villaggio dei Karo, dove Gaetano organizza un fantastico backstage fotografico tra fiume e villaggio. Incontri curiosi  lungo l’attraente percorso. Torniamo a Turmi , piove a dirotto, ma giusto alle 15 si rasserena e possiamo andare  in un vicino villaggio degli Hamer, genuino  e naturale. Emozionante, al tramonto, il ritorno del gregge con gli agnellini che, dal villaggio, corrono belando verso le loro mamme!
  • 13 giorno: Mi sveglio all’alba e con Claudio faccio un giro per il villaggio e per assistere alla partita di calcio dei nostri autisti con quelli di un altro gruppo. Perdono!!! Partiamo alle 9.30 per Dimeka, il mercato, soprattutto quello del bestiame, è  intrigante e particolare. Pic nic e, pomeriggio, per la felicità di buona parte del gruppo, alla cerimonia di iniziazione  del “salto del Toro”. 4 ore di manifestazione,  piuttosto cruenta la parte delle frustate, in cui tu sei spettatore non visto. Fantastico!   La fine della giornata ci regala uno spettacolare tramonto e un viaggio notturno fino a Jinka. La cena non è delle migliori,il pollo è durissimo.  Le camere sono alquanto spartane, ma pulite ( domanda: a cosa servivano i sacchi lenzuolo?) Certo che rispetto alle sistemazioni  precedenti e successive  il livello è decisamente inferiore, ma non tale da meritarsi una denuncia.Forse, parlandone con Ugo, si potrebbe evitare la sosta notturna a Jinka.
  • 14 giorno: Jinka è proprio una cittadina povera,ti mette tristezza. Dopo colazione, decisamente meglio della cena, ci mettiamo in viaggio per il Mago Park  e i Mursi. Il paesaggio è splendido e i Mursi, dopo le pose di rito, risultano simpatici e si divertono a cercare di barattare piume e gioielli e quant’altro con qualcosa di tuo. Al ritorno ci fermiamo in un orfanotrofio di Jinka per portare i palloni regalati da Gaetano e Cecilia. E poi via per Arba Minch. Non andiamo dagli Ari, ci fermiamo a mangiare in un ristorante /hotel molto “chic” nei pressi dei Konso che poi andiamo a visitare. Il villaggio è diverso dagli altri, molto raccolto e particolare  per i muretti di sassi. Alla sera piove.
  • 15 giorno: Lunghissimo trasferimento verso la capitale.  Al ristorante abbiamo gustato una specialità locale a base di carne piccante, ricotta e spinaci che non era male. La sosta a Tiya misteriosamente affascinante vale sicuramente , meno quella a Melka- Kunture  perché il tempo è  ristretto, il museo come il percorso verso il fiume sono in costruzione e si vede solo un reperto. Si arriva ad Addis Abeba nell’ora di punta del rientro dal lavoro e, tra traffico e strade interrotte impieghiamo una follia per arrivare in hotel. L’albergo è tranquillo e le stanze sono spaziosissime, peccato la lentezza della cena e la faticosa trattativa per pagare gli extra.
  • 16 giorno:  Colazione buona. Si parte dall’hotel alle 10.30 per la salita al Monte Entoto con relativa visita al Palazzo reale,poi il museo  etnologico e un buon pranzo nel vicino ristorante. Molto più  interessante, a mio parere,  la visita pomeridiana al Museo etnografico. Quindi shopping, doccia (le camere ce le hanno lasciate fino alla partenza) e simpatica serata con cena,balli e canti. Al termine aeroporto e atterraggio a Malpensa pure in anticipo!!!!!!

 

Grazie e un sincero augurio di Buon Anno a lei e la sua equipe.

Giovanna