Sono rientrato da alcuni mesi, ma solo ora sento il piacere di pubblicare questa mia esperienza di viaggio. Quando una persona aderisce ad un viaggio in Etiopia o in un paese dell’ Africa in genere, acconsente di aderire  in quel preciso momento, a tutta una serie di caratteristiche tipiche di questi itinerari non convenzionali. Per viaggiare in Africa ci vuole un forte interesse in quello che si va’ a vedere, una grande motivazione, il giusto spirito e un’alta tolleranza. Il senso dello humor, la capacità di adattarsi e di sorridere agli inconvenienti e alle problematiche che si incontrano durante il “cammino”, fanno dell’Africa una scuola di vita. Ringrazio i partecipanti al tour che hanno amato e fatta loro questa voglia africana di affrontare la vita giorno per giorno, ora per ora, attimo per attimo. In particolare David e Mike che hanno capito l’anima di questa terra. Alcuni partecipanti non hanno compreso lo spirito del viaggio che non è solo vedere monumenti e magnificenze di questo paese per poi rinchiudersi dentro agli hotel a banchettare. Il nostro modo di pensare il turismo, quando diciamo etico, è di immergersi nella cultura locale, divertirsi con loro, vivere le loro gioie ma assumersi anche una piccola parte delle loro difficoltà . La reciproca ignoranza dei costumi può portare a difficoltà di comunicazione, equivoci, disagio. Dovere di chi viaggia è documentarsi il più possibile. In ogni caso sono consapevole che al rientro i ricordi si fanno sempre meravigliosi. Io lo vivo ogni volta e ne ho conferma anche in questa occasione da alcuni partecipanti al tour dell’Arca dell’Alleanza. Dopo questo mio pensiero, concludo con una frase di Tiziano Terzani che ho deciso di usare anche come mio stile di lavoro: - ” Il solo modo per riscoprire la magia del viaggio è smettere di fare i turisti-consumatori e tornare a essere pellegrini…”-.
Massimo